PANE E SALUTE forno a paglia dal 1526


Nella Orsara di Puglia (Fg) di “Pane e Salute”, sui Monti Dauni, amano ancora essere sorpresi al lavoro dinnanzi al monumentale forno a paglia che dal 1526 cuoce il pane per la piccola comunità. Una volta all’interno, solo l’intenso profumo di pane vi convincerà che quello davanti ai vostri occhi non è in realtà una antica locomotiva e che il fumo, che nei secoli ha impreziosito l’originale soffitto ormai interamente ricoperto da una spessa coltre di fuliggine, serve solo a dichiarare orgogliosamente la sue età, appena 488 anni!

 

Erano passati solo pochi decenni dalla scoperta delle Americhe quando, questo forno a paglia fu costruito per far fronte all'improvvisa richiesta di pane dovuta allo stabilirsi nella piccola cittadina di una legione dei “Cavalieri di Calatrava”, i monaci guerrieri incaricati di difendere la fede cristiana lungo la “Via Francigena”. Una presenza questa ancora molto viva qui in paese.

 

 

Di proprietà della Famiglia "Di Biccari" da sempre, di generazione in generazione, questo antico forno a paglia ha rappresentato il centro nevralgico della cittadina pugliese. Il forno, dotato di una particolare licenza “Per la Cottura del Pane per Conto di Privati Consumatori Diretti”, ha da sempre provveduto alla cottura del pane preparato dalle massaie, che, una volta fattane richiesta, dopo aver preparato l'impasto, attendevano di essere chiamate al forno per la cottura da un incaricato, il quale provvedeva ad organizzare le infornate durante tutto l’arco del giorno e della notte.

 

Il forno di Pane e Salute è composto da due stanze sovrapposte, di circa cinque metri ognuna, una per la combustione e l’altra per la cottura del pane, unite nella parte centrale da un largo foro detto “Bocca dell’inferno”. L'antico forno funziona anche a legna ma la paglia attraverso la sua particolare combustione, conferisce al pane un sorprendente color cioccolato. La “crosta”, cosi ottenuta, permette al pane di essere conservato addirittura per quindici giorni. Tutto questo è reso possibile perché il pane dopo la cottura è immune da attacchi microbatterici cosi come avviene per le carni ed i pesci affumicati…

 

Oggi gli spazi del forno sono diventati la sede di una “Associazione Culturale” che si occupa di diffondere la cultura più autentica del pane e del cibo contadino. Questo grazie all’opera dello “Chef Fornaio” Angelo Di Biccari (l’attuale proprietario, meglio conosciuto come Angelo Trilussa…), che ha trasformato il forno (lasciandolo intatto), in un autentico laboratorio gastronomico, una sorta di Forno-focacceria-osteria, dove il cibo ed il vino viene consumato sul grande tavolo di marmo proprio davanti al “Grande Vecchio”, quel forno a paglia realizzato interamente in pietra focaia. 
Molto di più che un esperienza… Un viaggio nel tempo!

 



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