Evviva, l'Adriatico per sognare


 
 
Di tutti i sogni che si possono fare quelli ambientati sull’Adriatico hanno colori speciali, tinte pastello e una luce che nasconde forza ed energia dietro a paesaggi sfumati. E tutto questo  segna gli uomini che si trovano a non poter fare a meno di parlare quella stessa lingua nei sogni, nella vita, nei pensieri. È successo anche ad Andrea Muccioli e Franco Aliberti che hanno trasformato l’idea, molto metropolitana, di un locale multifunzionale in un perfetto ambiente adriatico, un posto che tiene l’anima sospesa in un eterno provvisorio aperto al mondo.
 
 
Perché quello è il destino di un mare chiuso e poco profondo, Venezia ce lo insegna, parti che ti ci vuoi rintanare e invece ti apri a tutto e tutti. Un posto inaccessibile dove nella storia si partiva per viaggi infiniti. Chi non lo capisce può restare a casa.
Siamo nella vecchia lavanderia del Grand Hotel di Riccione, un posto che doveva essere abbattuto e ricostruito, ed è invece recuperato lasciando in evidenza le tracce della sua storia. Dentro tutto l’arredamento è sulla stessa lunghezza d’onda.. una seconda vita per tutti e tutto.
 
 
 
Andrea arriva qui dall’esperienza intensa di San Patrignano dove ha imparato a vedere le cose belle nascoste, a ripensare alle persone e alle cose con l’ottimismo di chi le vuole accompagnare per un pezzo di strada pensando che hanno le qualità anche per andare da sole. Franco arriva anche lui dall’esperienza della cucina di Vite, poi da un itinerario prestigioso che gli regala un buon curriculum, ottimo per l’età.
Lavorano a questo progetto da almeno un anno e l’idea del recupero li ha accompagnati in tutte le scelte, da quella di un arredamento originale e bello, fino a quella di una cucina a scarto zero dove la materia prima viene completamente utilizzata. Ma le idee non finiscono qui, sono dappertutto e animano tutti gli spazi, tutte le scelte. Sarebbe inutile farne un elenco, vanno scoperte pian piano, magari con l’abitudine della frequentazione.
Ci sono stato a pranzo una settimana dopo l’apertura e ci sono stato bene perché al di là di tante scelte che non mi affascinano qui ho trovato la giusta atmosfera.
 
 
 
Adriatico e non Londra, la luce giusta, la possibilità di scegliere  tra una poltrona e una sedia, Alan Mancini che si occupa dei vini, Carla Latini che accompagna questo progetto con entusiasmo. Ci ho ragionato qualche giorno e ho capito che il valore è tutto in questa alchimia.
 
  
A me che lo scarto zero mi sembra una piccola ingenuità, che l’orto lo so che non è quello che fa girare il ristorante, che i germogli non li mangio, che a vedere le pinze in cucina mi viene l’orticaria, che troppi ragionamenti non li comprendo, che il piatto a tutti i costi mi mette in difficoltà. Però… però qui c’è atmosfera, linguaggio, cultura del cibo (Andrea sei un maestro!), voglia di accogliere, dettagli poetici come gli origami di Marta Baldi, un pane buono.
 
 
C’è voglia di vita e quell’atmosfera di viaggio imminente che solo in Adriatico ha la giusta malinconia. E allora quell’aria di mare che arriva il pomeriggio a rinfrescare l’orto mi sembra una meraviglia. Buona fortuna ragazzi!
 
 

Tags: adriatico / scarto zero / romagna / giorgio melandri / franca latini / origami / evviva / franco alibertim grand hotel / andrea muccioli / riccione / alan mancini / /

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