L'antica cittā di ALTILIA: La Grande Bellezza lungo il Tratturo


 

Nessuna indicazione segnala lungo il "Tratturo Regio Candela - Pescasseroli" (211 km) la presenza della città di Altilia, l'antica città romana di Saepinum, una città costruita sulla linea del Tratturo nel I sec. d.C. in Molise, nel Matese, attraversata in pieno nei secoli scorsi, dal passaggio delle pecore e dei pastori lungo il traggitto compiuto dalla Puglia verso i generosi pascoli dell'Abruzzo e viceversa. L'idea che non sia ancora oggi segnalata, mi predispone bene, dopotutto conosco i pastori, i loro lunghi selenzi, i loro sguardi, che a volte sembrano interminabili discorsi, altre invece, sono chiari messaggi all'indirizzo dei loro cani. Inutili sarebbero stati in passato delle indicazioni, bastava, una volta immesso il gregge su questa strada larga sessanta passi, procedere sempre in avanti, come in una moderna autostrada. Prima o poi, lentamente, perchè le pecore non camminano se non pascolano, sarebbero arrivati presso la città di Altilia, posta quasi a metà dell'intero percorso.

 

 

Nulla stupisce i pastori, non di certo perchè siano persone insensibili, ma perchè essi amano la libertà e l'indipendenza sopra ogni cosa, non si legano mai ad un luogo, ne tantomeno mostrano interesse verso di esso, tuttavia, varcare l'arco d'ingresso di questa città, non credo affatto che li abbia lasciati indifferenti. In più, qui, tra queste antiche rovine, avrebbero trovato un rifugio comodo e sicuro per la notte. 

 

 

Immagino che il teatro dimenticato a ridosso delle piccole casette costruite solo nel settecento, sia servito finalmente a verbalizzarsi, a comunicare con la parola, con una delle arti più comuni ai pastori, la recitazione. Molti non sanno che quest'arte era utilizzata dai pastori durante i momenti della vita pastorale, sia, nei periodi di assoluta solitudine nei pascoli come espediente,  o ancora nelle volte in cui ci si tramandava l'antica saggezza, usando per questo, una storia "vissuta da antiche genti" da poter recitare all'occasione. Quale padre oggi insegna più i propri saperi ai figli facendo in modo che questi si divertano? 

 

 

Il nome "Saepinum" dell'antica città sembra derivi dal latino saepio cioè recinto. Devono averlo compreso persino gli animali, che oggi pascolano indisturbate e senza bisogno di pastori all'interno della città. Incuranti dei visitatori, sembrano essere ritornate a riprendersi quello che una volta era il loro Tratturo, ancora una viva memoria la loro.  

 

 

Molte le case pastorali rimaste in piedi, almeno quelle postume alla nascita della città, altrimenti, rimesse su utilizzando le stesse pietre del sito. Luoghi questi, per i pastori, dove trovare un focolare acceso e consumare l'unica cena possibile, la "Muscisca", l'antica carne di capra, pecora o vitello lasciata essicare al sole con delle spezie, tutto questo, preparato prima di partire per la transumanza.

 

 

Una città poetica Altilia, un luogo dove il tempo si è sovrapposto a se stesso, dove i pochi animali rimasti a custodirla, aspettano ancora un pastore che li diriga di nuovo verso l'Abruzzo...

 

 

 


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